Pange lingua gloriosi
Occorrenza liturgica: Tetrametri trocaici catalettici
di Venanzio Fortunato
sec. VI-VII
Testo
Pange, lingua, gloriosi
proelium certaminis
et super crucis tropaeo
dic triumphum nobilem,
qualiter redemptor orbis
immolatus vicerit.
De parentis protoplasti
fraude factor condolens,
quando pomi noxialis
morte morsu corruit,
ipse lignum tunc notavit,
damna ligni ut solveret.
Hoc opus nostrae salutis
ordo depoposcerat,
multiformis perditoris
arte ut artem falleret
et medelam ferret inde,
hostis unde laeserat.
Quando venit ergo sacri
plenitudo temporis,
missus est ab arce Patris
Natus orbis conditor
atque ventre virginali
carne factus prodiit.
Lustra sex qui iam peracta tempus implens corporis,
se volente, natus ad hoc,
passioni deditus,
agnus in crucis levatur
immolandus stipite.
Aequa Patri Filioque,
inclito Paraclito,
sempiterna sit beatae
Trinitati gloria;
cuius alma nos redemit
atque servat gratia. Amen.
Traduzione
Canta, o lingua, la battaglia della lotta gloriosa e pronuncia il nobile trionfo sul trofeo della croce, di come il Redentore del mondo, essendo stato immolato, ha vinto.
Avendo il Creatore compassione dell’inganno del padre primigenio, quando cadde nella morte per il morso del frutto peccaminoso, egli stesso allora designò un albero per eliminare i danni dell’albero.
L’ordine della nostra salvezza aveva richiesto quest’opera, per ingannare con abilità l’abilità del multiforme corruttore e portare rimedio là dove il nemico aveva ferito.
Quando dunque venne la pienezza del tempo sacro, il Figlio, creatore del mondo, fu inviato dall’altezza del Padre e, fatto carne, uscì dal grembo verginale.
Egli, compiuti ormai sei lustri e completando il tempo terreno, per sua volontà dedito alla passione per la quale era nato, è innalzato sul tronco della croce, agnello da immolare.
Sia uguale ed eterna gloria alla beata Trinità, al Padre, al Figlio e all’inclito Paraclito, la cui grazia vivificante ci redime e ci custodisce. Amen.
Versione metrica
O lingua di tutta la Chiesa,
inneggia alla lotta sublime
e celebra il degno trofeo,
la croce gloriosa di Cristo,
in cui il Redentore del mondo
ha vinto, donando la vita.
Il giorno che il frutto mortale
produsse il castigo divino,
del misero padre caduto
ha avuto pietà il Creatore
e volle che un legno sanasse
i danni del legno mortale.
Perché il multiforme nemico
perisse nel proprio veleno,
dispose il Signore del mondo
di offrire perdono e salvezza,
e trasse rimedio dal legno
che il danno letale produsse.
E quando pervenne gloriosa
la santa pienezza del tempo,
dal seno del Padre celeste
il Figlio discese nel mondo
e il grembo di Vergine Madre
dischiuse la terra all’Eterno.
Trascorsi trent’anni, il Signore,
compiuta la vita terrena,
accoglie l’acerba Passione,
venuto per essa alla luce:
si lascia inchiodare alla croce,
Agnello che toglie il peccato.
Al Padre sia gloria ed al Figlio,
insieme allo Spirito Santo,
all’unico e trino Signore,
sia lode, potenza ed onore,
a lui che redime, dà vita
e dona la grazia per sempre. Amen.
Metro: Dimetro giambico
Metro: Quartine di decasillabi
Il video della melodia gregoriana

