Mirabile s’innalzi il nostro canto
Salvatore Savaglia
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Inno a sant’Agata,
vergine e martire catanese,
in occasione del IX centenario della Traslazione delle Reliquie
Il video del canto
musicato dal Mº Mons. Valentino Miserachs Grau
4 novembre 2025
Presentazione
L’inno attinge dagli Atti del martirio di sant’Agata i temi delle vicende della passio, rielaborandoli alla luce della Sacra Scrittura.
Dopo una prima strofa, dal tipico motivo invitatoriale, viene elogiata la fede e la fermezza della Martire, che interpellava lo spietato Quinziano con le icastiche parole: «Impie, crudelis, et dire tyranne, non es confusus amputare in foemina, quod ipse in matre suxisti?».
La strofa centrale costituisce il cuore del componimento e celebra l’inabitazione divina della Vergine Martire con espressioni che riecheggiano il linguaggio poetico del Cantico dei Cantici. La stessa tematica dell’amore di Agata per il suo Sposo divino viene cantata dalla strofa seguente, riprendendo un argomento già espresso dagli Atti del martirio, in cui il triste carcere diviene per la Santa l’aula nuziale, nella quale ella si prepara a celebrare le nozze spirituali con il suo Signore.
Seguendo una strofa dal sapore escatologico, l’ultima quartina raccoglie la preghiera dell’intera terra di Sicilia, che invoca la Santa contro il fuoco e contro ogni male, chiedendole di concedere quanto il 4 novembre 1994 auspicava san Giovanni Paolo II: «Catania, alzati e rivestiti di luce e di giustizia (cf. Is 60, 1)!».
Ciascuno degli elementi testuali principia da ognuna delle lettere che compongono la celeberrima tavoletta agatina. Le strofe sono costituite da sette quartine di endecasillabi a maiore sciolti, con accento metrico sulla seconda, sesta e decima sede. Il ritornello è formato da una strofa pentastica di versi sciolti: tre decasillabi, con accento metrico sulla terza, sesta e nona sede; e due settenari — con accento metrico sulla seconda e sesta sede —, pensati per una ripresa alla fine di ogni ritornello.

Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Mirabile s’innalzi il nostro canto
Salvatore Savaglia
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Inno a sant’Agata,
vergine e martire catanese,
in occasione del IX centenario della Traslazione delle Reliquie
Il video del canto
musicato dal Mº Mons. Valentino Miserachs Grau
4 novembre 2025
Presentazione
L’inno attinge dagli Atti del martirio di sant’Agata i temi delle vicende della passio, rielaborandoli alla luce della Sacra Scrittura.
Dopo una prima strofa, dal tipico motivo invitatoriale, viene elogiata la fede e la fermezza della Martire, che interpellava lo spietato Quinziano con le icastiche parole: «Impie, crudelis, et dire tyranne, non es confusus amputare in foemina, quod ipse in matre suxisti?».
La strofa centrale costituisce il cuore del componimento e celebra l’inabitazione divina della Vergine Martire con espressioni che riecheggiano il linguaggio poetico del Cantico dei Cantici. La stessa tematica dell’amore di Agata per il suo Sposo divino viene cantata dalla strofa seguente, riprendendo un argomento già espresso dagli Atti del martirio, in cui il triste carcere diviene per la Santa l’aula nuziale, nella quale ella si prepara a celebrare le nozze spirituali con il suo Signore.
Seguendo una strofa dal sapore escatologico, l’ultima quartina raccoglie la preghiera dell’intera terra di Sicilia, che invoca la Santa contro il fuoco e contro ogni male, chiedendole di concedere quanto il 4 novembre 1994 auspicava san Giovanni Paolo II: «Catania, alzati e rivestiti di luce e di giustizia (cf. Is 60, 1)!».
Ciascuno degli elementi testuali principia da ognuna delle lettere che compongono la celeberrima tavoletta agatina. Le strofe sono costituite da sette quartine di endecasillabi a maiore sciolti, con accento metrico sulla seconda, sesta e decima sede. Il ritornello è formato da una strofa pentastica di versi sciolti: tre decasillabi, con accento metrico sulla terza, sesta e nona sede; e due settenari — con accento metrico sulla seconda e sesta sede —, pensati per una ripresa alla fine di ogni ritornello.

Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Mirabile s’innalzi il nostro canto
Salvatore Savaglia
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Inno a sant’Agata,
vergine e martire catanese,
in occasione del IX centenario della Traslazione delle Reliquie
Il video del canto
musicato dal Mº Mons. Valentino Miserachs Grau
4 novembre 2025
Presentazione
L’inno attinge dagli Atti del martirio di sant’Agata i temi delle vicende della passio, rielaborandoli alla luce della Sacra Scrittura.
Dopo una prima strofa, dal tipico motivo invitatoriale, viene elogiata la fede e la fermezza della Martire, che interpellava lo spietato Quinziano con le icastiche parole: «Impie, crudelis, et dire tyranne, non es confusus amputare in foemina, quod ipse in matre suxisti?».
La strofa centrale costituisce il cuore del componimento e celebra l’inabitazione divina della Vergine Martire con espressioni che riecheggiano il linguaggio poetico del Cantico dei Cantici. La stessa tematica dell’amore di Agata per il suo Sposo divino viene cantata dalla strofa seguente, riprendendo un argomento già espresso dagli Atti del martirio, in cui il triste carcere diviene per la Santa l’aula nuziale, nella quale ella si prepara a celebrare le nozze spirituali con il suo Signore.
Seguendo una strofa dal sapore escatologico, l’ultima quartina raccoglie la preghiera dell’intera terra di Sicilia, che invoca la Santa contro il fuoco e contro ogni male, chiedendole di concedere quanto il 4 novembre 1994 auspicava san Giovanni Paolo II: «Catania, alzati e rivestiti di luce e di giustizia (cf. Is 60, 1)!».
Ciascuno degli elementi testuali principia da ognuna delle lettere che compongono la celeberrima tavoletta agatina. Le strofe sono costituite da sette quartine di endecasillabi a maiore sciolti, con accento metrico sulla seconda, sesta e decima sede. Il ritornello è formato da una strofa pentastica di versi sciolti: tre decasillabi, con accento metrico sulla terza, sesta e nona sede; e due settenari — con accento metrico sulla seconda e sesta sede —, pensati per una ripresa alla fine di ogni ritornello.

Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Mirabile s’innalzi il nostro canto
Salvatore Savaglia
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Inno a sant’Agata,
vergine e martire catanese,
in occasione del IX centenario della Traslazione delle Reliquie
Il video del canto
musicato dal Mº Mons. Valentino Miserachs Grau
4 novembre 2025
Presentazione
L’inno attinge dagli Atti del martirio di sant’Agata i temi delle vicende della passio, rielaborandoli alla luce della Sacra Scrittura.
Dopo una prima strofa, dal tipico motivo invitatoriale, viene elogiata la fede e la fermezza della Martire, che interpellava lo spietato Quinziano con le icastiche parole: «Impie, crudelis, et dire tyranne, non es confusus amputare in foemina, quod ipse in matre suxisti?».
La strofa centrale costituisce il cuore del componimento e celebra l’inabitazione divina della Vergine Martire con espressioni che riecheggiano il linguaggio poetico del Cantico dei Cantici. La stessa tematica dell’amore di Agata per il suo Sposo divino viene cantata dalla strofa seguente, riprendendo un argomento già espresso dagli Atti del martirio, in cui il triste carcere diviene per la Santa l’aula nuziale, nella quale ella si prepara a celebrare le nozze spirituali con il suo Signore.
Seguendo una strofa dal sapore escatologico, l’ultima quartina raccoglie la preghiera dell’intera terra di Sicilia, che invoca la Santa contro il fuoco e contro ogni male, chiedendole di concedere quanto il 4 novembre 1994 auspicava san Giovanni Paolo II: «Catania, alzati e rivestiti di luce e di giustizia (cf. Is 60, 1)!».
Ciascuno degli elementi testuali principia da ognuna delle lettere che compongono la celeberrima tavoletta agatina. Le strofe sono costituite da sette quartine di endecasillabi a maiore sciolti, con accento metrico sulla seconda, sesta e decima sede. Il ritornello è formato da una strofa pentastica di versi sciolti: tre decasillabi, con accento metrico sulla terza, sesta e nona sede; e due settenari — con accento metrico sulla seconda e sesta sede —, pensati per una ripresa alla fine di ogni ritornello.

Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Mirabile s’innalzi il nostro canto
Salvatore Savaglia
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Inno a sant’Agata,
vergine e martire catanese,
in occasione del IX centenario della Traslazione delle Reliquie
Il video del canto
musicato dal Mº Mons. Valentino Miserachs Grau
4 novembre 2025
Presentazione
L’inno attinge dagli Atti del martirio di sant’Agata i temi delle vicende della passio, rielaborandoli alla luce della Sacra Scrittura.
Dopo una prima strofa, dal tipico motivo invitatoriale, viene elogiata la fede e la fermezza della Martire, che interpellava lo spietato Quinziano con le icastiche parole: «Impie, crudelis, et dire tyranne, non es confusus amputare in foemina, quod ipse in matre suxisti?».
La strofa centrale costituisce il cuore del componimento e celebra l’inabitazione divina della Vergine Martire con espressioni che riecheggiano il linguaggio poetico del Cantico dei Cantici. La stessa tematica dell’amore di Agata per il suo Sposo divino viene cantata dalla strofa seguente, riprendendo un argomento già espresso dagli Atti del martirio, in cui il triste carcere diviene per la Santa l’aula nuziale, nella quale ella si prepara a celebrare le nozze spirituali con il suo Signore.
Seguendo una strofa dal sapore escatologico, l’ultima quartina raccoglie la preghiera dell’intera terra di Sicilia, che invoca la Santa contro il fuoco e contro ogni male, chiedendole di concedere quanto il 4 novembre 1994 auspicava san Giovanni Paolo II: «Catania, alzati e rivestiti di luce e di giustizia (cf. Is 60, 1)!».
Ciascuno degli elementi testuali principia da ognuna delle lettere che compongono la celeberrima tavoletta agatina. Le strofe sono costituite da sette quartine di endecasillabi a maiore sciolti, con accento metrico sulla seconda, sesta e decima sede. Il ritornello è formato da una strofa pentastica di versi sciolti: tre decasillabi, con accento metrico sulla terza, sesta e nona sede; e due settenari — con accento metrico sulla seconda e sesta sede —, pensati per una ripresa alla fine di ogni ritornello.

Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.
Mirabile s’innalzi il nostro canto,
risuoni dalla terra fino al cielo,
e celebri la Martire beata,
decoro delle vergini prudenti.
Salve, Agata, martire santa,
forte e nobile sposa di Cristo,
per suo amore hai donato la vita,
splendente di purezza,
gloriosa per bontà.
Sapiente, confessavi la tua fede
davanti all’empio giudice Quinziano,
che strappa dal tuo petto quella fonte,
da cui attinse il latte dalla madre.
Hai vinto le torture con fermezza,
su roccia salda eri stabilita;
invano la violenza ti minaccia:
trionfi con la forza della fede.
Dimora inabitata dall’Eterno,
lo Spirito ti ha resa vivo tempio;
le grandi acque mai estingueranno
la fiamma del purissimo tuo amore.
Entrando lieta in carcere, esultante,
attesa per le nozze dallo Sposo,
benedicevi, aperte le tue braccia,
colui che ti ha creata e custodita.
Per sempre canteremo le tue lodi,
Patrona nostra, stella luminosa,
finché con te, nel regno della luce,
la santa Trinità contempleremo.
La nostra terra, Agata beata,
dal cielo, vigilando, custodisci:
preservala dal fuoco e da ogni male,
rivestila di luce e di giustizia.

