Ecce iam noctis tenuatur umbra
Occorrenza liturgica:Lodi mattutine della Domenica del Tempo Ordinario (seconda e quarta settimana del Salterio)
di Alcuino (?)
sec. VIII-IX?
Testo
Ecce iam noctis tenuatur umbra,
lucis aurora rutilans coruscat;
nisibus totis rogitemus omnes
cunctipotentem,
Ut Deus, nostri miseratus, omnem
pellat angorem, tribuat salutem,
donet et nobis pietate patris
regna polorum.
Praestet hoc nobis Deitas beata
Patris ac Nati, pariterque Sancti
Spiritus, cuius resonat per omnem
gloria mundum. Amen.
Traduzione
Ecco già l’ombra della notte si attenua, l’aurora della luce brillando risplende, preghiamo tutti, con tutte le forze, l’Onnipotente,
perché Dio, avendo pietà di noi, allontani ogni angoscia, conceda la salvezza e doni a noi, con pietà di Padre, i regni dei cieli.
Ci conceda questo la beata Deità del Padre e del Figlio e parimenti dello Spirito Santo, la cui gloria risuona per tutto il mondo. Amen.
Versione metrica
Ecco, si attenua l’ombra della notte
e già l’aurora illumina il mattino:
con tutto il cuore, insieme supplichiamo
l’Onnipotente.
Egli allontani ogni nostra angoscia,
ci dia il perdono, doni la salvezza
e, con pietà di Padre, a noi conceda
il paradiso.
Questo ci accordi la Trinità santa,
Padre e Figlio, Spirito divino:
immensa la sua gloria riecheggia
per tutto il mondo. Amen.
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