Aeterne rerum Conditor
Occorrenza liturgica:Lodi mattutine della domenica del Tempo Ordinario (prima e terza settimana del Salterio)
attribuito a san Gregorio Magno
sec. VI-VII
Testo
Aeterne rerum Conditor,
noctem diemque qui regis,
et temporum das tempora
ut alleves fastidium.
Praeco diei iam sonat,
noctis profundae pervigil,
nocturna lux viantibus
a nocte noctem segregans.
Hoc excitatus lucifer
solvit polum caligine;
hoc omnis erronum chorus
vias nocendi deserit.
Hoc nauta vires colligit
pontique mitescunt freta;
hoc, ipsa Petra Ecclesiae,
canente, culpam diluit.
Iesu, labantes respice
et nos videndo corrige;
si respicis, lapsus cadunt
fletuque culpa solvitur.
Tu, lux, refulge sensibus,
mentisque somnum discute;
te nostra vox primum sonet
et vota solvamus tibi.
Sit, Christe, Rex piissime,
tibi Patrique gloria
cum Spiritu Paraclito,
in sempiterna saecula. Amen.
Traduzione
O eterno Creatore delle cose, che governi la notte e il giorno, e concedi i periodi dei tempi [i tempi dei tempi] per alleviare la fatica.
L’araldo del giorno già canta, vigile della notte profonda, luce notturna per i viandanti, allontanando la notte dalla notte.
Destata grazie a questo [il gallo], la stella del mattino libera il cielo dalla tenebra, grazie a questo tutto lo stuolo degli erranti abbandona la via del male.
Grazie a questo il marinaio recupera le forze e i flutti del mare divengono miti, grazie al canto di questo la stessa Pietra della Chiesa [Pietro] lavò la colpa [nelle lacrime].
O Gesù, guarda coloro che vacillano e, guardando, correggici; se tu guardi, gli errori vengono meno [lett.: le cadute cadono] e, con il pianto, la colpa è disciolta.
Tu, o Luce, risplendi ai sensi e dissipa il sonno della mente; canti te, per prima, la nostra voce
e a te sciogliamo i voti.
A te, o Cristo, re piissimo, sia gloria, e al Padre con lo Spirito Paraclito, nei sempiterni secoli. Amen.
Versione metrica
Creatore eterno del mondo,
tu governi la notte e il giorno,
e alterni i tempi del cosmo
per donarci salute e salvezza.
Quale araldo del nuovo mattino,
ecco, il canto del gallo risuona,
allontana le tenebre oscure
e annuncia l’aurora gioiosa.
Ridestato dal dolce richiamo,
corre il sole nell’arco del cielo,
e dischiude un sentiero di pace
ai tuoi figli, vestiti di luce.
Al suo canto, ritrovano forza
quanti solcano il mare impetuoso,
a quel canto, l’apostolo Pietro
la sua colpa deterse nel pianto.
O Signore, che guardi benigno
chi, pentito, ricerca il tuo volto,
il tuo guardo misericordioso
custodisca e guarisca i credenti.
Tu sei luce, che illumina i sensi
e allontana il torpore del sonno,
te per primo la voce proclami,
con la lode armoniosa del canto.
A te Cristo, Signore del mondo,
con il Padre e lo Spirito Santo,
sia perenne l’onore e la gloria,
oggi e sempre, nei secoli eterni. Amen.
Metro: Dimetro giambico
Metro: Quartine di decasillabi
Il video della melodia gregoriana


